Quando la Prompt Injection è benefica
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Siamo abituati a considerare la Prompt Injection come una minaccia alla sicurezza. Ma se la trasformassimo in un metodo per dare coordinate spaziali a un LLM?
Mentre usavo Gemini in Google Slides per sistemare il layout di alcune slide, ho avuto un’idea: inserire parte del prompt direttamente dentro il contenuto. Invece di scrivere un prompt lunghissimo per spiegare dove posizionare gli elementi, ho dato all’IA una regola semplice: “Migliora il look della slide. Se trovi del testo dentro delle parentesi quadre [ ] utilizzalo come prompt, l’output di questo prompt deve essere posizionato dove è il prompt e occupare il medesimo spazio”.
Nella slide ho quindi scritto semplicemente, dei prompt tra parentesi quadre. I vantaggi di questo approccio “georeferenziato” sono diversi
Precisione Millimetrica: L’IA non deve indovinare dove mettere il logo; lo posiziona esattamente dove ha letto il comando, rispettando ingombri e gerarchia visiva.
Addio Verbosità: Non serve descrivere lo spazio (“in alto a destra, vicino al titolo…”); il comando è auto-esplicativo grazie alla sua posizione. Posso usare lo stesso prompt su tutte le slide, dato che le modifche con le indicazioni specifiche delle modifiche da fare sono contenute nelle slide stesse. Molto più comodo e leggibile.
Workflow Ibrido: Funziona perfettamente anche nei documenti di testo: puoi chiedere all’IA di espandere, riassumere o formattare punti specifici inserendo i [prompt] direttamente nel flusso della scrittura.
È un modo per avere più controllo sul risultato finale senza perdere tempo in prompt estremamente verbosi. Il documento stesso diventa la mappa del comando.