Fabio Crestoni Design, Tech & Business
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Approccio AI-first

Duolingo e Shopify

Approccio AI-first

Nelle ultime settimane, due aziende di riferimento del mondo tech Duolingo e Shopify hanno comunicato con grande chiarezza il loro approccio all’AI.

Duolingo ha annunciato che l’adozione dell’AI non solo un miglioramento della produttività, ma un cambiamento radicale per raggiungere meglio la propria missione: insegnare meglio e più velocemente. La trasformazione coinvolge anche il modo di lavorare: meno contractor, AI al centro dei processi di assunzione e valutazione.

Shopify ha stabilito che saper usare l’AI ormai un’aspettativa fondamentale per ogni dipendente. Non un’opzione: l’AI deve essere integrata nei prototipi di progetto, nei questionari di performance e nelle conversazioni quotidiane. Se non si cresce, si scivola.

Nella visione di queste aziende, non adeguarsi non più un’opzione. L’AI non più un nice to have, ma una competenza di base. Rimanere fermi equivale a fallire lentamente.

Le aziende devono ripensarsi: non si tratta solo di aggiungere qualche strumento di AI, ma di creare nuovi processi, nuovi modelli di lavoro, nuove metriche che sappiano misurare il contributo reale dell’AI alle attività umane.

Una riflessione personale.

Il fatto che queste comunicazioni siano avvenute attraverso email all hands mi ha fatto riflettere. Nelle tante aziende italiane in cui ho lavorato, ricevere una vera email all hands è stato un evento rarissimo.

Eppure, oggi più che mai, non comunicare una scelta. Una scelta che lascia indietro le persone, le idee, l’innovazione.

Non basta introdurre l’AI. Serve introdurre una nuova cultura della comunicazione.

In un mondo che cambia alla velocità dell’intelligenza artificiale, il primo vero atto rivoluzionario saper dire: Vi spiego dove stiamo andando. E perché.

E tu? Quante email all hands hai ricevuto nella tua carriera?